SistemaMusica: «Al pianoforte gioco con l’inaudito Adès» (Q&A)

Intervista ad Alessandro Taverna

«L’ascoltatore meno disposto alle novità del contemporaneo non si lasci ingannare dalle sue sonorità stravaganti e inaudite. È un mirabolante gioco di specchi che resta accessibile a tutti, pur raggiungendo vette di insostenibile difficoltà tecnica».

Quando parla del Concerto per pianoforte e orchestra di Thomas Adès, il pianista veneziano Alessandro Taverna non nasconde la sua ammirazione verso questo monumento originalissimo della letteratura pianistica, che dopo la prima esecuzione assoluta nel 2019 – diretta dallo stesso autore sul podio della Boston Symphony Orchestra, solista d’eccezione Kirill Gerstein – non ha smesso di mietere consensi in giro per il mondo. Una pagina asciutta e travolgente che, rispettando la rapida struttura in tre tempi dei concerti vivaldiani ma accogliendo i materiali più disparati, testimonia a pieno titolo l’eclettismo stilistico di Adès, compositore londinese fra i più corteggiati del nostro tempo.

Il talentuoso solista trentasettenne, salito alla ribalta internazionale dopo aver vinto il Concorso di Leeds nel 2009 ed eletto dalla critica inglese «successore naturale» di Arturo Benedetti Michelangeli, lo eseguirà in prima italiana giovedì 18 marzo alle 20.30 insieme all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Michele Gamba. La serata, raccolta sotto l’ormai consueta etichetta di Rai NuovaMusica, sarà trasmessa in diretta su Radio3 e in live streaming sul portale di Rai Cultura. «Dopo il debutto nel 2018 con il Quarto concerto di Beethoven, tornare a suonare sul palco dell’Auditorium Toscanini è per me motivo di grande orgoglio. L’Orchestra Rai è un vanto per il nostro Paese a livello europeo, ospita nel suo organico strumentisti di prim’ordine ed esplora costantemente linguaggi musicali diversissimi. L’amicizia con il maestro Gamba ha invece radici lontane, risale a vent’anni fa, quando entrambi, virtuosi in erba, partecipavamo ai concorsi pianistici».

Taverna, specialista nel repertorio classico e romantico, ma con una vasta frequentazione della musica di oggi (il 14 maggio sarà al Petruzzelli con il Concerto di Carlo Boccadoro alla memoria di Duke Ellington), si misurerà per la prima volta con il geniale Adès: «La perizia esecutiva di questo brano è di chiara estrazione lisztiana, rientra idealmente nel solco della tradizione dei grandi concerti novecenteschi. La scrittura idiomatica di Adès, sintetica ed efficacissima, si sottrae però a ogni tentativo di facile catalogazione: spazia da Prokof’ev a Rachmaninov, da Gershwin a Messiaen, procede per dissonanze, cambi di tempo, accumuli timbrici, improvvisi e cangianti, che non servono solo a stupire o creare contrasti. Stuzzicano piuttosto la libertà interpretativa dell’esecutore, che deve raggiungere un compromesso con la propria sensibilità, soprattutto quando le indicazioni presenti in partitura offrono margini di approssimazione». Nella musica di Adès, insomma, nulla è mai stabile, un po’ come nella vita: «Ad affascinarmi – afferma Taverna – è proprio l’aderenza della sua vena compositiva ai ritmi caotici del mondo moderno: nessuna soluzione, solo una pluralità di voci che tentano di dare senso alla complessità che ci circonda».

Le novità previste per la serata non finiranno qui. Di Adès si ascolteranno anche i tre estratti sinfonici dall’opera Powder Her Face (1995), montati nel 2007 in una suite per orchestra sull’onda del clamoroso successo teatrale. Ispirato allo scandalo della Duchessa di Argyll, che nei primi anni Sessanta gettò discredito sull’alta società britannica a causa delle sue scatenate imprese erotiche, il soggetto di Hensher si prestò al gusto per la trasgressione compositiva di Adès, che in queste pagin

e scintillanti svela frequentazioni nascoste con il tango, il jazz e lo swing. Infine, completeranno il programma Verwandlung III (2008) di Wolfgang Rihm, terzo episodio di un ciclo di musica per orchestra che dal 2002 al 2014 il principale esponente della Neue Einfachheit (Nuova Semplicità) ha dedicato in sei parti al tema della trasformazione, e l’ouverture Con brio dell’allievo Jörg Widmann, commissionata nello stesso anno dal compianto Mariss Jansons per la sua Orchestra Sinfonica della Radio Bavarese, con l’intento di ricreare la «furia ritmica» della Settima e dell’Ottava beethoveniane.

Valentina Crosetto

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