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SUMMARY:Rachmaninov Piano Concerto No. 2: FVG Orchestra (Paroni/Taverna)
DESCRIPTION:\n\n\n\n\n\nMercoledì 26 luglio 2023 alle ore 21.00 il 41° Festival Internazionale di Musica di Portogruaro raggiungerà il Duomo di Santo Stefano Protomartire di Caorle per un grande concerto sinfonico in omaggio a Sergej Rachmaninov\, del quale ricorre il 150° anniversario della nascita. Il programma accoglierà uno dei capolavori più noti e autentici del grande compositore russo\, come il “Concerto per pianoforte e orchestra n. 2”\, con Alessandro Taverna\, pianista e direttore artistico del festival\, nella veste di solista insieme a FVG Orchestra diretta da Paolo Paroni\, già direttore ospite principale presso l’Orchestra del New York City Ballet. Oltre al concerto pianistico che ha ispirato anche alcune tra le più celebri canzoni pop del Novecento\, la serata proseguirà con la “Sinfonia n. 5” di Beethoven\, capolavoro assoluto della storia della musica\, nell’ambito della rassegna “nei luoghi dell’arte” promossa dal festival. \n«Da direttore artistico del festival\, oltre che come cittadino di Caorle e ambasciatore di Caorle nel mondo – afferma il pianista Alessandro Taverna –\, sono molto felice di poter continuare a collaborare con l’amministrazione comunale di Caorle. Oltre alla grande musica sinfonica\, la rassegna tornerà a Carole con altre due proposte a ingresso libero (1 e 21 agosto)\, sicuri che la musica possa essere un volano per il turismo culturale che già contraddistingue Caorle. Un legame consolidato che ci permette di raggiungere capillarmente una delle destinazioni turistiche da sempre più ambite\, soprattutto sul piano internazionale\, riuscendo così a intercettare e ad accogliere anche sotto il profilo culturale il pubblico più eterogeneo». \nIl 41° Festival Internazionale di Musica di Portogruaro\, organizzato dalla Fondazione Musicale Santa Cecilia con il pianista Alessandro Taverna\, si terrà dal 25 agosto all’8 settembre. Dal 20 luglio la rassegna raggiungerà i palazzi storici e i luoghi architettonicamente interessanti con la ricca programmazione di “Aspettando il Festival”. \n  \nSergej Rachmaninov (1873 – 1943) \nConcerto per pianoforte e orchestra n. 2 in do minore\, op. 18 \nModerato\nAdagio sostenuto\nAllegro scherzando \n— intervallo — \nLudwig van Beethoven (1770 – 1827) \nSinfonia n. 5 in do minore\, op. 67 \nAllegro con brio\nAndante con moto\nAllegro\nAllegro \n\n\n\nNote di sala a cura di Umberto Berti \nUna trama progettuale condivisa connette le due composizioni oggi proposte. La prima analogia\, più epidermica\, è costituita dalla tonalità\, un do minore frequentemente associato\, nella tradizione del colore tonale\, a climi tragici e inquieti. L’altra\, più sostanziale\, è individuabile nel percorso interno dei due lavori: in entrambi l’itinerario trae origine da incipit drammatici\, anche funerei nel caso del Concerto per pianoforte\, per pervenire a una soluzione luminosa\, a una positiva accettazione della condizione esistenziale\, a una vittoria della volontà (Beethoven)\, alla rinascita di una positività emozionale (Rachmaninov). In entrambe le opere il percorso prevede un finale in do maggiore\, tonalità solare per eccellenza\, epiloghi che esaltano e dilatano formalmente una cadenza che nella teoria musicale si chiama “piccarda”: conclusioni conseguenti a iter complessi che\, attraverso movimenti e alterne vicende sonore\, prospettano un appianamento\, indicano una possibile coesistenza con la felicità. \nIl secondo dei quattro Concerti per pianoforte e orchestra di Sergej Rachmaninov fu scritto nel 1901 e dedicato al dottor Nikolaj Dahl\, un ipnoterapista che aveva curato il compositore\, colpito un anno prima da una forte crisi depressiva conseguente al pessimo esito della sua I Sinfonia. L’uscita dal blocco creativo\, dalla deriva alcolistica\, dall’autocommiserazione\, si tradusse nel celebre Concerto op. 18\, pagina traboccante di un acceso pathos tardo romantico che unisce ad una scrittura solistica di altissima difficoltà esecutiva una proposta tematica di notevole espressività\, ricca di enfasi e di aperto lirismo\, tanto prossima alla tradizione filoeuropea di Čajkovskij quanto distante dalle istanze nazionalistiche del “Gruppo dei Cinque”. \nL’opera ritrae\, nella biografia dell’autore\, un vero e proprio ritorno alla vita e alla musica\, sonoramente simboleggiato dall’apertura del primo movimento\, un drammatico risveglio affidato allo strumento solista consistente in un’efficace sequenza cadenzale\, armonicamente complessa\, costituita da grevi rintocchi di un fa grave in crescendo\, tensivi e potentemente evocativi. L’Adagio del secondo movimento è una pagina di singolare suggestione melodica lirico-sentimentale connotata da un’atmosfera lunare e sognante di facile e seducente afflato emozionale. Il secondo tema dell’ultimo tempo\, forse un “prestito” musicale concessogli dall’amico Nikita Morozov\, sembra raffigurare un definitivo varco verso la luce\, la riconquista di una visione positiva dell’esistenza. \nRachmaninov\, che in vita ebbe maggior fortuna nelle vesti di pianista virtuoso piuttosto che in quelle di compositore\, incarna una delle ultime figure di concertista- autore di ottocentesca ascendenza. Le sue opere\, a lungo poste in discussione in quanto totalmente e scientemente avulse dalle innovazioni del linguaggio musicale del primo Novecento\, negli ultimi decenni sono state sdoganate dalle accuse di passatismo e rappresentano\, soprattutto nell’ambito pianistico\, uno dei maggiori lasciti dell’epigonalità tardo-romantica. \n\n\n\n
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