Review: L’Orchestra UniMi diretta da Alessandro Crudele con Alessandro Taverna per MITO (Corrierebit.com)

Anche l’Università agli Studi di Milano ha contribuito al successo del Festival MiTo con il concerto svoltosi nel pomeriggio di ieri dall’Orchestra UniMi diretta da Alessandro Crudele. Questo evento musicale si è tenuto nell’Aula Magna dell’università, alla presenza di un numeroso ed attento pubblico. Il programma, denominato Africa, è stato estremamente interessante e nelle 

intenzioni voleva stabilire una relazione con il grande Continente del Sud- Mediterraneo. I lavori introduttivi erano infatti di compositori nigeriani, entrambi formatisi a Londra, come Fela Sowande (1905-1987) e Samuel Akpabot (1932-2000). Nelle loro musiche, African Suite per orchestra d’archi e le Tre danze nigeriane, si sente molto l’influenza della cultura occidentale, con un occhio di riguardo verso il Barocco ed il folclore mediterraneo. Siamo rimasti soddisfatti delle qualità compositive dei due autori, della bellezza coloristica, tenue e solare delle loro composizioni, oltretutto orchestrate benissimo. Di grande rilievo l’orchestrazione dei lavori di Sowande: Joiful Day, Nostalgia e Akinla, una selezione dai cinque brani che compongono la suite African.

Gli orchestrali, spesso molto giovani, sono stati bravissimi e la direzione di Crudele – chiara e luminosa – aveva un giusto dosaggio dinamico nelle timbriche delle varie sezioni. La seconda parte dell’impaginato è stata dedicata interamente alle musiche del francese Camille Saint-Saëns e a due suoi lavori dedicati al grande continente: Africa op.89fantasia per pianoforte e orchestra e Suite algérienne op.60. Nell’op.89 l’intervento dell’affermato pianista italiano Alessandro Taverna ha contribuito a rendere ancor più prezioso questo concerto. La Fantasia di Saint- Saëns, di raro ascolto, trova un relativo rapporto con il grande continente, ma certamente sia il mondo mediterraneo che la natura folcloristica delle belle melodie, ha contribuito ad orientare il “clima musicale” in quella parte di mondo. Gli interventi pianistici, decisamente virtuosistici, sono stati sostenuti da 

Taverna con grande sicurezza, con correttezza ed espressività, e un certo modo di fraseggiare e di armonizzare ricordava- in alcuni frangenti- le armonie di Franz Liszt. Notevole il bis solistico concesso, dedicato a Clara Schumann. Un suo Scherzo è stato eseguito in occasione del compleanno della grande concertista- compositrice tedesca, ma anche, come rivelato dal pianista, nel giorno del compleanno dell’interprete. A lui riserviamo tanti Auguri. Il tardo pomeriggio si è concluso con la Suite algérienne, un brano in quattro parti ricco di fantasia e di eccellente orchestrazione nella quale si sono rivelati alcuni importanti momenti solistici come quello toccante della prima viola in Rêverie du soir (a Blidah). Alcune sonorità marziali hanno evidenziato l’eccellente sezioni degli strumenti a fiato, soprattutto quella degli ottoni. Un plauso anche al percussionista, perfetto nelle volumetrie. Grandissimo successo con applausi fragorosi al termine. Da ricordare.

Cesare Guzzardella

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