Review: Human Rights Orchestra tra musica e temi sociali (Messaggero Veneto)

Tutto esaurito al Verdi

«La bellezza può salvare il mondo e la bellezza è espressa dalla musica»: queste le parole con cui il maestro Alessio Allegrini ha presentato sin dalla sua nascita l’orchestra da lui fondata, la Human Rights Orchestra, che riunisce componenti delle più prestigiose orchestre d’Europa in un progetto insieme musicale e umanitario, sottolineato dall’uso di violini, viole e violoncelli realizzati nella liuteria del carcere di Opera e ricavati dal legno dei barconi dei migranti. E proprio l’emozionante esibizione dei 60 orchestrali provenienti dalle più importanti istituzioni musicali europee ha inaugurato la programmazione 2024-2025 del teatro Verdi di Pordenone davanti al pubblico delle grandi occasioni.

Le aspettative sono state ampiamente ripagate da questa orchestra che si esibiva in regione per la prima volta. Un tributo speciale è andato al maestro Alessandro Taverna, da quest’anno nuovo consulente musicale del teatro pordenonese, che si è esibito da solista al pianoforte nel Terzo concerto di Rachmaninov. Il programma musicale è stato aperto dalla Sinfonia dal Nabucco di Verdi, l’opera che in modo più eloquente esprime l’anelito alla libertà, e dalla Sinfonia dal Nuovo mondo di Dvořák, un inno alla multiculturalità come via per la pace. «È stata una grande emozione ospitare la straordinaria Human Rights Orchestra e suonare da solista nel concerto inaugurale» ha sottolineato Taverna. «Il Terzo concerto di Rachmaninov celebra la libertà contro ogni forma di schiavitù: un messaggio universale di particolare attualità nel momento storico che stiamo vivendo».

Alessandro Taverna nel pomeriggio ha anche incontrato i cinquanta ragazzi e ragazze accorsi a teatro per l’appuntamento a loro riservato “Happy Theatre”, una speciale formula rivolta agli istituti superiori per conoscere da vicino il teatro e i suoi protagonisti.

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